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	<title>Scavi di Piuro</title>
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	<title>Scavi di Piuro</title>
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		<title>Belfort Theatre &#124; Festival&#038;Campus</title>
		<link>https://www.piuroitalosvizzera.net/eventi/belfort-theatre-festivalcampus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[scavidipiuro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 06:34:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi teatrali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Belfort Theatre Campus torna quest’anno con la sua settima edizione, inaugurando una nuova fase del proprio percorso artistico Negli anni il Campus ha accolto decine di giovani attori in percorsi di alta formazione che hanno intrecciato il patrimonio naturale e storico di Belfort con i grandi miti della cultura europea, da Shakespeare a Goethe, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
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<div class="column">
<h3>Il Belfort Theatre Campus torna quest’anno con la sua settima edizione, inaugurando una nuova fase del proprio percorso artistico</h3>
<p>Negli anni il Campus ha accolto decine di giovani attori in percorsi di alta formazione che hanno intrecciato il patrimonio naturale e storico di Belfort con i grandi miti della cultura europea, da Shakespeare a Goethe, da Ibsen alle leggende di questi luoghi. Un laboratorio permanente in cui paesaggio, teatro e memoria hanno alimentato un’esperienza di ricerca condivisa.</p>
<p>Da quest’anno il progetto &#8211; finanziato dal <strong>programma Interreg Archeo ALPS</strong> &#8211; si amplia con una significativa novità: accanto al <em>Campus</em> nasce il <em>Belfort Theatre Festival</em>, dedicato alla creazione e alla diffusione dello spettacolo dal vivo, per fare di Piuro un luogo d’incontro sempre più vitale fra artisti, territorio e pubblico.</p>
<p>Campus e Festival condividono quest’anno il tema <strong><em>Fiabe / lezioni di volo</em></strong>. La fiaba è intesa come strumento di conoscenza capace di interrogare il presente, riportare alla luce archetipi, desideri e memorie collettive offrendo uno sguardo nuovo sul paesaggio e sulle comunità.</p>
<p>Il Campus lavorerà su fiabe antiche e moderne, leggende locali e grandi archetipi del racconto, proseguendo il percorso delle precedenti edizioni. Il Festival proporrà spettacoli, reading, incontri e prove aperte con protagonisti della scena teatrale italiana contemporanea e con artisti cresciuti nelle passate edizioni del Campus.</p>
<p>Ad aprire il Festival sarà un reading di <strong>Roberto Latini</strong>, che rende esplicita la vocazione di questa nuova operazione culturale: un teatro che nasce dall’ascolto del paesaggio e riconosce nella natura una presenza viva e generatrice di senso. È un invito a riscoprire, con le parole di <strong>Mariangela Gualtieri</strong>, «la delicatezza del poco e del niente», prestando attenzione ai luoghi, ai silenzi e ai dettagli da cui può nascere un’autentica esperienza teatrale.</p>
</div>
<div class="column">
<p>Seguirà un evento dedicato a <em>Peer Gynt</em>, che riprenderà il tema dell’ultima edizione del Campus, riallacciando il dialogo con il celebre eroe nordico e con le leggende e l’immaginario delle Alpi che circondano Belfort.</p>
<p>Il Festival proseguirà con un viaggio nell’universo de I nostri antenati di <strong>Italo Calvino</strong>, attraverso letture diffuse ospitate alle cascate dell’Acquafraggia, a Belfort e a Nossa Dona, in Svizzera.</p>
<p>Gli ultimi tre giorni saranno dedicati al mito di <em>Peter Pan</em> creato da <strong>James M. Barrie</strong>, una delle più profonde narrazioni moderne sul rapporto fra infanzia ed età adulta. Due appuntamenti teatrali, ideati appositamente per gli spazi di Belfort, contestualizzeranno il percorso di ricerca del Campus, interamente dedicato a questo universo. La settimana si concluderà con una prova aperta, nella quale il pubblico potrà assistere alla restituzione del lavoro dei partecipanti.</p>
<p>Il Belfort Theatre Festival nasce così come naturale evoluzione del Campus: uno spazio in cui formazione, creazione e incontro convivono in un unico progetto, facendo del teatro un luogo di ricerca, dialogo e immaginazione condivisa.</p>
<p><strong>Luca Micheletti</strong></p>
<p>Direttore Artistico<br />
Belfort Theatre Festival &amp; Campus</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-2164" src="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.22.41-300x59.png" alt="" width="381" height="75" srcset="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.22.41-300x59.png 300w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.22.41-1024x202.png 1024w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.22.41-768x152.png 768w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.22.41-1536x303.png 1536w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.22.41.png 2042w" sizes="(max-width: 381px) 100vw, 381px" /></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-2165" src="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.25.48-180x300.png" alt="" width="404" height="673" srcset="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.25.48-180x300.png 180w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.25.48-615x1024.png 615w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.25.48.png 723w" sizes="(max-width: 404px) 100vw, 404px" /></p>
</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Il grande teatro torna a rivivere tra le rovine di Belfort: al via la nuova stagione estiva tra suggestioni letterarie, Calvino e il mito di Peter Pan</title>
		<link>https://www.piuroitalosvizzera.net/eventi/2154/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[scavidipiuro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 06:27:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi teatrali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 28 luglio al 2 agosto 2026, un fitto programma di appuntamenti accende il monumentale scenario di Piuro e delle Cascate dell&#8217;Acquafraggia, sconfinando nella vicina Svizzera.  PIURO (Sondrio) – La grande drammaturgia contemporanea e i classici della letteratura internazionale si incontrano nello scenario storico e naturalistico di Piuro. Dal 28 luglio al 2 agosto, il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 data-path-to-node="10"><i data-path-to-node="10" data-index-in-node="0">Dal 28 luglio al 2 agosto 2026, un fitto programma di appuntamenti accende il monumentale scenario di Piuro e delle Cascate dell&#8217;Acquafraggia, sconfinando nella vicina Svizzera. </i></h3>
<p data-path-to-node="11"><b data-path-to-node="11" data-index-in-node="0">PIURO (Sondrio)</b> – La grande drammaturgia contemporanea e i classici della letteratura internazionale si incontrano nello scenario storico e naturalistico di Piuro. Dal 28 luglio al 2 agosto, il suggestivo sito archeologico di Belfort – simbolo della rinascita del territorio – farà da palcoscenico a una settimana di spettacoli, letture sceniche e performance itineranti di altissimo profilo artistico.</p>
<p data-path-to-node="11">Gli eventi sono realizzati grazie al programma Interreg Archeo ALPS.</p>
<p data-path-to-node="11"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2164" src="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.22.41-300x59.png" alt="" width="300" height="59" srcset="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.22.41-300x59.png 300w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.22.41-1024x202.png 1024w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.22.41-768x152.png 768w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.22.41-1536x303.png 1536w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.22.41.png 2042w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p data-path-to-node="12">Il festival, che vede la collaborazione di importanti realtà produttive, quest&#8217;anno traccia una linea ideale che unisce la poesia profonda di Mariangela Gualtieri, le visioni epiche di Henrik Ibsen e un&#8217;articolata esplorazione dell&#8217;universo letterario: dal viaggio nella celebre trilogia di Italo Calvino, che abiterà anche lo spettacolare anfiteatro naturale delle Cascate dell&#8217;Acquafraggia e varcherà il confine svizzero a Nossa Dona, fino a una vera e propria rassegna monografica dedicata ai miti e alle ombre del Peter Pan di James M. Barrie.</p>
<h3 data-path-to-node="14"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2156" src="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-03-alle-08.25.33-300x176.png" alt="" width="300" height="176" srcset="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-03-alle-08.25.33-300x176.png 300w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-03-alle-08.25.33.png 656w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></h3>
<h3 data-path-to-node="14"><b data-path-to-node="14" data-index-in-node="0">IL PROGRAMMA IN DETTAGLIO</b></h3>
<ul data-path-to-node="15">
<li>
<p data-path-to-node="15,0,0"><b data-path-to-node="15,0,0" data-index-in-node="0">Martedì 28 Luglio – Ore 20.30 | BELFORT</b> <b data-path-to-node="15,0,0" data-index-in-node="40">LA DELICATEZZA DEL POCO E DEL NIENTE</b> <i data-path-to-node="15,0,0" data-index-in-node="77">Lettura scenica da Mariangela Gualtieri. Con Roberto Latini.</i> <i data-path-to-node="15,0,0" data-index-in-node="138">Produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi.</i> Un&#8217;apertura poetica di straordinaria intensità, in cui la voce di Latini dà corpo ai versi e alla sensibilità lirica della Gualtieri.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="15,1,0"><b data-path-to-node="15,1,0" data-index-in-node="0">Mercoledì 29 Luglio – Ore 20.30 | BELFORT</b> <b data-path-to-node="15,1,0" data-index-in-node="42">PEER GYNT / una ballata</b> <i data-path-to-node="15,1,0" data-index-in-node="66">Di e con Nicolò Parodi, da Henrik Ibsen.</i> <i data-path-to-node="15,1,0" data-index-in-node="107">Produzione BTF.</i> Una rilettura intima e potente del capolavoro ibseniano, trasformato in una ballata solitaria tra ambizione, smarrimento e ricerca di sé.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="15,2,0"><b data-path-to-node="15,2,0" data-index-in-node="0">Giovedì 30 Luglio</b> <b data-path-to-node="15,2,0" data-index-in-node="18">I NOSTRI ANTENATI – Viaggio nella trilogia di Italo Calvino</b> <i data-path-to-node="15,2,0" data-index-in-node="78">Produzione Cieli Vibranti.</i>Una giornata speciale ed itinerante che declina i tre capolavori calviniani in tre luoghi straordinari e fortemente evocativi del territorio, tutti accompagnati dal commento musicale al pianoforte:</p>
<ul data-path-to-node="15,2,1">
<li>
<p data-path-to-node="15,2,1,0,0"><b data-path-to-node="15,2,1,0,0" data-index-in-node="0">Ore 16.30 | Belfort: </b><i data-path-to-node="15,2,1,1,0" data-index-in-node="21">Il Visconte dimezzato</i> (Luciano Bertoli, voce; Giovanni Colombo, pianoforte).</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="15,2,1,1,0"><b data-path-to-node="15,2,1,1,0" data-index-in-node="0">Ore 18.30 | Cascate dell’Acquafraggia: </b><i data-path-to-node="15,2,1,0,0" data-index-in-node="39">Il Barone rampante</i> (Filippo Garlanda, voce; Giovanni Colombo, pianoforte).</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="15,2,1,2,0"><b data-path-to-node="15,2,1,2,0" data-index-in-node="0">Ore 21.00 | Nossa Dona (Svizzera):</b> <i data-path-to-node="15,2,1,2,0" data-index-in-node="35">Il Cavaliere inesistente</i> (Antonio Palazzo, voce; Giovanni Colombo, pianoforte).</p>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="15,3,0"><b data-path-to-node="15,3,0" data-index-in-node="0">Venerdì 31 Luglio – Ore 21.00 | BELFORT</b> <b data-path-to-node="15,3,0" data-index-in-node="40">LINEA D’USCITA</b> <i data-path-to-node="15,3,0" data-index-in-node="55">Dai romanzi su Peter Pan di James M. Barrie. Di e con Giuseppe Palasciano.</i> <i data-path-to-node="15,3,0" data-index-in-node="130">Produzione BTF.</i> Il primo capitolo del focus su Barrie: un&#8217;indagine drammaturgica che scava nelle origini letterarie del bambino che non voleva crescere.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="15,4,0"><b data-path-to-node="15,4,0" data-index-in-node="0">Sabato 1 Agosto – Ore 21.00 | BELFORT</b> <b data-path-to-node="15,4,0" data-index-in-node="38">L’ORA DEL COCCODRILLO</b> <i data-path-to-node="15,4,0" data-index-in-node="60">Uno studio da James M. Barrie. Di e con Luca Micheletti, e con Francesco Martucci.</i> <i data-path-to-node="15,4,0" data-index-in-node="143">Produzione BTF.</i> Un&#8217;opera-studio che esplora il tempo, la minaccia del divenire adulti e il lato più oscuro e affascinante del mito dell&#8217;Isola che non c&#8217;è.</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="15,5,0"><b data-path-to-node="15,5,0" data-index-in-node="0">Domenica 2 Agosto – Ore 17.00 | BELFORT</b> <b data-path-to-node="15,5,0" data-index-in-node="40">PETER PAN: PROVE DI VOLO</b> <i data-path-to-node="15,5,0" data-index-in-node="65">Prova aperta con i partecipanti al Belfort Theatre Campus 2026.</i> Il festival si chiude restituendo la scena al territorio e ai giovani talenti della recitazione, a coronamento di un percorso di alta formazione e condivisione artistica.</p>
</li>
</ul>
<p data-path-to-node="17"><b data-path-to-node="17" data-index-in-node="0">Contatti per la stampa e informazioni:</b></p>
<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>www.cielivibranti.it</p>
<p>www.piuroitalosvizzera.net</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2165" src="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.25.48-180x300.png" alt="" width="180" height="300" srcset="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.25.48-180x300.png 180w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.25.48-615x1024.png 615w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-08-alle-09.25.48.png 723w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></p>
</div>
</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>ARCHEOALPS a ICOMOS International Day for Monuments and Sites 2026 &#8220;Living Heritage &#038; Emergency Response&#8221;</title>
		<link>https://www.piuroitalosvizzera.net/news/archeoalps-a-icomos-international-day-for-monuments-and-sites-2026-living-heritage-emergency-response/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[scavidipiuro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 14:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frana]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.piuroitalosvizzera.net/?p=2145</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il progetto ArcheoAlps partecipa a ICOMOS International Day for Monuments and Sites 2026 &#8220;Living Heritage &#38; Emergency Response&#8221; Guarda il video:</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piuroitalosvizzera.net/news/archeoalps-a-icomos-international-day-for-monuments-and-sites-2026-living-heritage-emergency-response/">ARCHEOALPS a ICOMOS International Day for Monuments and Sites 2026 &#8220;Living Heritage &#038; Emergency Response&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.piuroitalosvizzera.net">Scavi di Piuro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto ArcheoAlps partecipa a ICOMOS International Day for Monuments and Sites 2026 &#8220;Living Heritage &amp; Emergency Response&#8221;</p>
<p>Guarda il video:</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/rEWUPvvK_oc?si=4hEPii5cxaY31hpp" width="560" height="515" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piuroitalosvizzera.net/news/archeoalps-a-icomos-international-day-for-monuments-and-sites-2026-living-heritage-emergency-response/">ARCHEOALPS a ICOMOS International Day for Monuments and Sites 2026 &#8220;Living Heritage &#038; Emergency Response&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.piuroitalosvizzera.net">Scavi di Piuro</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Archeologia a Piuro. Scavi e ricerche su un paesaggio alpino di età medievale &#8211; di Fabio Saggioro</title>
		<link>https://www.piuroitalosvizzera.net/news/archeologia-a-piuro-scavi-e-ricerche-su-un-paesaggio-alpino-di-eta-medievale-di-fabio-saggioro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[scavidipiuro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 15:07:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni e bibliografia]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi archeologici]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.piuroitalosvizzera.net/?p=2130</guid>

					<description><![CDATA[<p>Venerdì 30 gennaio 2026 &#8211; Tavola rotonda di presentazione del volume che raccoglie i risultati delle campagne scavi 2017-2022 Alle ore 17:30, presso il Municipio del Comune, si terrà la presentazione e discussione del volume Archeologia a Piuro. Interverranno autori e studiosi, con confronto aperto al pubblico su ricerche, risultati e prospettive di valorizzazione del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.piuroitalosvizzera.net/news/archeologia-a-piuro-scavi-e-ricerche-su-un-paesaggio-alpino-di-eta-medievale-di-fabio-saggioro/">Archeologia a Piuro. Scavi e ricerche su un paesaggio alpino di età medievale &#8211; di Fabio Saggioro</a> proviene da <a href="https://www.piuroitalosvizzera.net">Scavi di Piuro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Venerdì 30 gennaio 2026 &#8211; Tavola rotonda di presentazione del volume che raccoglie i risultati delle campagne scavi 2017-2022</h3>
<p>Alle ore 17:30, presso il Municipio del Comune, si terrà la presentazione e discussione del volume <em>Archeologia a Piuro</em>. Interverranno autori e studiosi, con confronto aperto al pubblico su ricerche, risultati e prospettive di valorizzazione del territorio.</p>
<p>Interventi di:</p>
<ul>
<li><strong>Omar Iacomella</strong>, sindaco di Piuro</li>
<li><strong>Gianni Lisignoli</strong>, presidente dell&#8217;<em>Associazione italo-svizzera per gli scavi di Piuro</em></li>
<li><strong>Fabio Saggioro</strong>, professore di Archeologia medievale presso l&#8217;Università di Verona e coordinatore del progetto di scavo e della pubblicazione</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2131" src="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-23-at-13.16.21-212x300.jpeg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-23-at-13.16.21-212x300.jpeg 212w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-23-at-13.16.21-724x1024.jpeg 724w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-23-at-13.16.21-768x1086.jpeg 768w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-23-at-13.16.21-1086x1536.jpeg 1086w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-23-at-13.16.21.jpeg 1414w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;opera dell&#8217;artista Anna Lorenzini</title>
		<link>https://www.piuroitalosvizzera.net/approfondimenti/anna-lorenzini-piuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webtek]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 10:35:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lavoro è composto da tre diverse parti che si abbracciano una con l’altra, si amalgamano andando a fondersi in un unico insieme. Centralmente troviamo tre grandi tele scure, indiscusse protagoniste dell’opera: vi sono raffigurati coloro che, in quella tragica data, hanno delle persone care e che quindi si sostengono reciprocamente. Vi si trovano uomini, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1591 size-full" src="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3360.jpg" alt="Capèla di mòort a Piuro in memoria delle vittime della frana del 1618" width="1280" height="1707" srcset="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3360.jpg 1280w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3360-225x300.jpg 225w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3360-768x1024.jpg 768w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2025/10/IMG_3360-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il lavoro è composto da tre diverse parti che si abbracciano una con l’altra, si amalgamano andando a fondersi in un unico insieme.</p>
<p>Centralmente troviamo tre grandi tele scure, indiscusse protagoniste dell’opera: vi sono raffigurati coloro che, in quella tragica data, hanno delle persone care e che quindi si sostengono reciprocamente. Vi si trovano uomini, donne e bambini, tutti raffigurati in un momento di contemplazione, di introspezione spirituale. La parte muraria sottostante, che si contrappone alle tele per il suo chiarore, evoca maggiormente la memoria dei caduti con la presenza di mani espressive, lineamenti e volti. Queste effigi risalgono le mura e avvolgono su tre lati coloro che contemplano l’opera.</p>
<p>Il colore chiaro continua nel catino absidale, che ospita una composizione di rose nell’intradosso. Questi fiori sono un dono rievocativo dedicato ai mille morti della frana e rappresentano il mistero della vita, del divenire.</p>
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		<title>La pietra ollare</title>
		<link>https://www.piuroitalosvizzera.net/pietra-ollare/la-pietra-ollare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webtek]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 08:48:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pietra ollare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la denominazione convenzionale di pietra ollare si designano varie rocce metamorfiche compatte e caratterizzate dalla facile lavorabilità e dall’alto grado di resistenza al calore: per questo sono particolarmente adatte a essere utilizzate per la fabbricazione di pentole (in latino ollae, in dialetto locale laveggi). Le particolari condizioni necessarie per la formazione della pietra ollare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la denominazione convenzionale di pietra ollare si designano varie <strong>rocce metamorfiche</strong> compatte e caratterizzate dalla facile lavorabilità e dall’alto grado di resistenza al calore: per questo sono particolarmente adatte a essere utilizzate per la fabbricazione di pentole (in latino <em>ollae</em>, in dialetto locale laveggi). Le particolari condizioni necessarie per la formazione della pietra ollare limitano la sua presenza esclusivamente all’area alpina.</p>
<p>La storia della Valchiavenna è legata alla pietra ollare, materiale di cui è costituita la montagna del versante sinistro, da Prata Camportaccio a Bondo, nella Val Bregaglia Svizzera. In Valchiavenna sono innumerevoli le testimonianze dell&#8217;impiego della pietra ollare: laveggi, olle, lavelli, vasi, davanzali, portali, fontane, camini, pigne o stufe, acquasantiere, balaustre, colonne, rocchi torniti, condutture di scarico, pavimenti, rivestimenti&#8230; È addirittura documentato, nel &#8216;700 e &#8216;800, la produzione di tazze per cioccolata e per caffè, bicchieri e tabacchiere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le cave</h3>
<p>Le <strong>cave di pietra ollare</strong> erano di due tipi: in superficie e sotterranee o trone. Nelle prime ci si aiutava con ponteggi, sistemati in apposite sedi, con l&#8217;incisione di scale e di canali per lo scolo delle acque. Ve ne sono di verticali, come quella che reca la data più antica, 1428, alle spalle della chiesa di Prosto, e di orizzontali, come quella ampia a monte della galleria ferroviaria di Prata, ai confini della quale sono state anche ritrovate le incisioni preistoriche.<br />
Dopo l’estrazione, la pietra veniva portata a spalla fino a Chiavenna, dove era lavorata ai torni della Molinanca e della Bottonera: due toponimi quanto mai trasparenti, che si riferiscono ai molini dei torni e delle officine artigiane e ai botón, lo scarto troncoconico nella lavorazione dei vasi, che veniva usato per pavimentare le strade. Torni e cave erano anche a <strong>Crana</strong>, a <strong>Sant&#8217;Abbondio</strong>, e soprattutto a <strong>Prosto</strong>, presso la chiesa, &#8220;dove si lavora un numero infinito di laveggi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Evoluzione storica e opere in pietra ollare</h3>
<p>Le incisioni preistoriche più antiche ritrovate, datate alla tarda età del bronzo o alla prima del ferro, sono scolpite su massi di tale pietra. Alla pietra della Valchiavenna si riferiva Plinio il Vecchio in un passo della Naturalis historia, parlando del “<em>lapis viridis comensis</em>”, e riferendosi a fatto che all’epoca la Valchiavenna era parte del municipio di Como.</p>
<p>Il capolavoro in pietra ollare, in campo figurativo, è il monolitico <strong>fonte battesimale</strong> di San Lorenzo in Chiavenna, eseguito nel marzo del 1156. I documenti d&#8217;archivio e l’iscrizione che corre sulla vasca, decorata a mezzo-rilievo con scene legate al rito del Battesimo (Benedizione dell’acqua, Amministrazione del Sacramento), testimoniano che il fautore di tale opera fu un certo Guidon de Pluri.</p>
<p>Nel <strong>1354</strong> il capitolo di San Lorenzo di Chiavenna investiva Giacomo Ventreta di Piuro di una tróna sotto Dona di Prata Camportaccio, in cambio di un blocco di quattro laveggi. Due anni dopo si ricordano <strong>due società di “tróne”</strong> a Piuro.</p>
<p>Nel corso del XV secolo figurano a Piuro due località che si riferiscono ai torni dei laveggi: &#8220;<strong>ad Turnos de Medio</strong>&#8221; e &#8220;<strong>ad Turnos de Sallegio</strong>&#8220;. Nel 1425 compaiono le trone di Labriano, nel 1476 quelle &#8220;<strong>ad Caprille</strong>&#8221; (il torrente che fa da confine tra Chiavenna e Piuro) e l&#8217;anno dopo<br />
&#8220;<strong>de Lazocha</strong>&#8221; in comune di Prata.</p>
<p>In questo secolo il mercato della pietra ollare era più che mai fiorente: nel 1485 mastro Pianta de Limogis (Lumaga) di Piuro e Giovanni Rossati Salchi (Scialchi) di Dasìle costituivano una ditta a Bologna, dove vendevano 24 cavagne di vasi in pietra oliare, prodotti e acquistati in Piuro. Di torni si parla anche quattro anni dopo, quando il proprietario Guglielmo Pestalozzi chiedeva agli uffici ducali di essere risarcito, essendo stato distrutto l&#8217;edificio con &#8220;Torni 3 da fare Lavezi&#8221; dal passaggio delle mura di cinta, ordinate da Ludovico il Moro intorno a<br />
Chiavenna.<br />
Nel <strong>1492</strong> un cronista al seguito di una delegazione veneta, di passaggio da Piuro, annotava: &#8220;In questa villa si fanno li lavezzi de petra et vi sono forsi XXX torni, che continue lavorano: cosa bellissima de veder le montagne, che fanno i predecti saxi&#8221;.</p>
<p>Notevole impiego ebbe la pietra ollare nel <strong>&#8216;500</strong> in concomitanza con il sorgere dell&#8217;attuale centro storico di Chiavenna e con un certo benessere economico. Il modello cinquecentesco dei portali, che sono tra i particolari più notevoli del centro storico chiavennasco, è caratterizzato dai rosoncini, disposti generalmente a metà delle spallette e al centro dell&#8217;architrave o dell&#8217;arco a tutto sesto. Soluzioni più ricercate e colte si hanno nei bugnati della <strong>seconda metà del secolo</strong>, nel palazzo Pestalozzi-Pollavini, firmato da Divina (1589), di origine probabilmente trentina. A questi è attribuito, per analogia, pure il palazzo Pestalozzi-Castelvetro (1581). Negli <strong>statuti di Piuro del 1538</strong> era previsto il giuramento del console di &#8220;<em>observare tutte le consuetudine dello Ministero delle Trone de lavezzi, sí come da qui indietro è stato observato et solito nel Comune di Plurio, et di commettere le differentie di dette Trone a huomini, quali siano experti</em>&#8220;. In appendice vi è la &#8220;Copia delli Capitoli et ordinationi fatti sopra le Tronne e dalli Ill.mi SS.ri delle Eccelse Tre Leghe confirmati&#8221;.</p>
<p>Sulla lavorazione della pietra ollare parlano, nel XVII secolo, anche <strong>Francesco Negri di Bassano</strong>, <strong>Ulrich Campell</strong>, <strong>Vincenzo Scamozzi</strong> e <strong>Roberto Rusca</strong>. <strong>Giovanni Guler</strong>, governatore di Valtellina, in un libro stampato a Zurigo nel 1616, scrive che gli abitanti di Uschione, dove c&#8217;era allora una sessantina di case, vivevano quasi tutti della estrazione della pietra ollare.<br />
Il Guler data le cave di Piuro a prima della nascita di Cristo e non manca di notare che &#8220;<em>la montagna con l’andar dei secoli e per gli scavi incessanti è ora ripidissima, così che i montanari quando vogliono lavorare discendono in basso, non senza pericolo, per alcuni gradini intagliati nei dirupi</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Tra il 1640 e il 1666</strong> gli addetti alle cave e ai torni davano offerte per la fabbrica della chiesa di San Carlo e nel <strong>1668</strong> venivano visitati dal vescovo di Como Giovanni Ambrogio Torriani, il quale, scendendo da San Martino di Aurogo, &#8220;andò a vedere nei Torni à far li lavezzi&#8221;.</p>
<p>Nel <strong>1703</strong> il medico e naturalista svizzero <strong>Johann Jacob Scheuchzer</strong> visitò la Valchiavenna e descrisse in dettaglio la lavorazione della pietra ollare. Altre informazioni vengono fornite da <strong>Rodolfo Pestalozzi</strong>, figura politica di primo piano: secondo la sua testimonianza, dal 1740 al<br />
1770 lavoravano oltre 200 cavatori in 12 cave, 60 portantini e 30-40 tornitori in 11 torni. A parere di <strong>Giovan Battista Crollalanza</strong> la lavorazione dei laveggi era monopolio della <strong>famiglia Foico di Piuro</strong>; tale impresa fu avviata, a metà del &#8216;700, dai <strong>Cerletti di Chiavenna</strong> e da una società grigione di Bondo, ma senza successo. Nel 1772 il governatore grigione Wolfango Federico Juvalta accusò il dottor Francesco Foico di Prosto di aver monopolizzato a scapito della Repubblica delle Tre Leghe. La questione fu risolta quattro anni dopo da una votazione popolare che diede ragione al Foico. Per l&#8217;occasione uscì un libretto di quest&#8217;ultimo, cui replicò lo Juvalta da Coira con testo italiano e tedesco.</p>
<p>Nei secoli successivi la pietra ollare e la sua lavorazione hanno perso di importanza, soppiantate dall’industrializzazione. Nonostante ciò, però, ancora oggi è attivo in Piuro un artigiano che si occupa della realizzazione di olle e laveggi, utilizzando la stessa tecnica di molti secoli, per non dire millenni, fa.</p>
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		<title>Plurium &#8211; Edizione XVIII (2025)</title>
		<link>https://www.piuroitalosvizzera.net/pubblicazioni-e-bibliografia/plurium-edizione-xviii-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[scavidipiuro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 14:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni e bibliografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ uscito il “Plurium n. XVIII”, il bollettino annuale dell’Associazione italo-svizzera per gli scavi di Piuro, curato quest’anno da Daniela Di Somma e Aldo De Pedrini. Come da tradizione i primi a poterlo sfogliare sono stati, mercoledì 4 giugno, gli alunni della Scuola Primaria di Prosto, presenti il Presidente dell’Associazione Gianni Lisignoli, il sindaco Omar [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">E’ uscito il “Plurium n. XVIII”, il bollettino annuale dell’<em>Associazione italo-svizzera per gli scavi di Piuro</em>, curato quest’anno da <strong>Daniela Di Somma</strong> e <strong>Aldo De Pedrini</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come da tradizione i primi a poterlo sfogliare sono stati, mercoledì 4 giugno, gli alunni della Scuola Primaria di Prosto, presenti il Presidente dell’Associazione <strong>Gianni Lisignoli</strong>, il sindaco <strong>Omar Iacomella</strong> ed alcuni autori dei testi. Attenti e curiosi i ragazzi che si sono appassionati alla “loro” storia ed hanno posto una raffica di intelligenti domande ai relatori.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel “Plurium” n. XVIII, dopo i saluti ed i ringraziamenti di Lisignoli, riconfermato a gennaio nella carica che ricopre dal 2005 accanto al vice <strong>Maurizio Michael</strong>, troviamo il resoconto delle attività 2024 da cui si può evincere la incessante operosità dell’Associazione piurasca.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lo storico ricercatore polacco <strong>Stanislaw Klosowski</strong> è presente con ben due corposi articoli: nel primo tratta dei rapporti finanziari dei Werdeman (Vertemate)  con il re polacco Ladislao IV Vasa e documenta per la prima volta la liceità del titolo nobiliare concesso a Georg  Werdeman , il 30 settembre 1653, dall’ Imperatore Ferdinando III d’Asburgo, atto di nobilitazione riportato nell’immagine di copertina del “Plurium”; nel secondo articolo Stanislaw ripercorre la vita ed i successi dei mastri costruttori valchiavennaschi in Polonia, originari di Piuro, di Uschione e di Cola, in val Codera: Giovanni Battista e Mattia Trapola, Paolo de Lacola e Tommaso della Collo Trapolin.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Elena Preda</strong>, giovane nuovo ingresso nel Direttivo dell’Associazione, si sofferma su una prima dettagliata analisi dell’anello rinascimentale rinvenuto, quasi casualmente, nel letto della Mera a luglio dello scorso anno.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Luca Marazzi</strong> presenta un ritratto inedito di Vincenzo Vertemate Franchi, conservato nel Palazzo di Cortinaccio e traccia una puntuale storia della sua discendenza.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Cristian Copes</strong> ricostruisce la curiosa storia di un acquamanile a forma di unicorno rinvenuto a Piuro nel 1856 e finito in un negozio di antiquariato di Brighton, in Inghilterra, mentre <strong>Guido Scaramellini</strong> ripercorre la vita di un’ebrea che. dalla Casa dei Catecumeni di Venezia, giunge a Piuro in quanto sposa di certo Carlo Pasini, “luganeghero” a Venezia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non solo di scavi archeologici tratta il contributo di <strong>Gian Primo Falappi</strong>, ma di tutte le iniziative, musicali, teatrali ed editoriali, promosse dall’Associazione scavi in questi ultimi trent’anni. Piuro, “la Pompei delle Alpi”, potrebbe essere ricordata, secondo Falappi, anche come “la Vineda delle Alpi”, facendo riferimento all’antica leggenda sulla città tedesca di Vineda completamente distrutta e sprofondata nel Mar Baltico con tutti i suoi abitanti in seguito a un catastrofico uragano.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’archeologa <strong>Elisa Maccadanza</strong> traccia una dettagliata sintesi panoramica dei risultati acquisiti nelle campagne di scavo al Mòt del Castèl dal 2022 al 2024.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come ogni anno il bollettino si conclude con il contributo della Scuola primaria di Prosto: una simpatica visita della <strong>classe quinta, con la maestra Rita</strong>, al Museo di Sant’Abbondio ed a quello, inaugurato a settembre dello scorso anno, di Palazzo Vertemate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Il bollettino viene distribuito gratuitamente agli iscritti all’Associazione, chi altro ne fosse interessato può trovarlo presso i musei di Sant’Abbondio o del Vertemate.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-2086" src="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/01/1749378739-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" srcset="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/01/1749378739-214x300.jpg 214w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2026/01/1749378739.jpg 458w" sizes="(max-width: 214px) 100vw, 214px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rapporto del 26 agosto 1618 (5 settembre)</title>
		<link>https://www.piuroitalosvizzera.net/frana/rapporto-26-agosto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webtek]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 09:13:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La primissima testimonianza di cosa accadde è rappresentata dal rapporto manoscritto di Fortunat Sprecher all’epoca Commissario grigione a Chiavenna del 26 agosto 1618, giorno successivo alla frana di cui riportiamo il testo. Fortunat Sprecher, Chiavenna 1618. Rapporto del commissario grigione a Chiavenna del 26-8-1618 (v.c.) da Chiavenna al governo federale di Coira. Originale manoscritto in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="testoNEWS">La primissima testimonianza di cosa accadde è rappresentata dal rapporto manoscritto di Fortunat Sprecher all’epoca Commissario grigione a Chiavenna del 26 agosto 1618, giorno successivo alla frana di cui riportiamo il testo.</p>
<p class="testoNEWS"><em>Fortunat Sprecher, Chiavenna 1618.<br />
Rapporto del commissario grigione a Chiavenna del 26-8-1618 (v.c.) da Chiavenna al governo federale di Coira.<br />
Originale manoscritto in Archivio cantonale, Coira, Protocolli delle diete del XVII secolo, AB IV 1/19, cm 32,5 x 20,52.<br />
Onoratissimi, illustrissimi, nobili, onorevoli, pii, previdenti, saggi, degni di grande onore Signori Governanti. Ad essi spetta il mio umile e obbligato servizio, con zelo continuo e ubbidienza massima. Con grandissimo dolore e pena comunico ai Signori la pietosa e misera distruzione del bel borgo di Piuro e del villaggio di Scilano, avvenuta (Dio abbia misericordia) come segue. Ieri, verso l&#8217;ora ventesima, una frana incomincia a scen­dere dal monte del Cont, dalla parte dove si estraggono i laveggi, e ricopre alcune vigne presso Scilano; continua poi a franare, ma non in grande quantità. A notte quasi fatta, però, il monte è in gran parte crollato ed ha sepolto l&#8217;intero borgo. La frana incomincia presso il patibolo e arriva fin quasi al torrente Roveno. Nessuno è sopravvissuto, che si sappia, tranne l&#8217;oste della Corona Francesco Fumo e il muratore Simon Ramada che erano a Roveno in un erotto; una vecchia donna con due bambini che stavano in alto su un ronco; e il fratello e collabora­tore del signor Podestà che era andato a S. Abbondio in Roncalea a cena. Questi sono scampati. A S. Abbondio sei persone sono morte in una casa. La vecchia donna dice che è successo in un attimo. Qui a Chiavenna però si è sentito per un buon pezzo rumoreggiare. Polvere e caligine sono arrivati fino a Chiavenna e hanno ricoperto come nuvole spesse il cielo sereno. La Mera è rimasta interrotta quasi un&#8217;ora e mezza. Ciò ha provocato un grande spavento a Chiavenna, perché si temeva che l&#8217;acqua irrompesse inondando tutto, tanto che tutti sono scappati dal borgo sulle alture. Ma, grazie a Dio, non vi è stato danno, poiché l&#8217;acqua è ritornata senza grande impeto. Ho mandato i soldati, tranne quelli al confine, in su a vedere se trovavano qualcuno in vita: ma ci sono poche speranze, perché la frana è in alcuni punti alta più di cinque lance, non si vede la cuspide della chiesa, si vede in fondo ad un prato un erotto e un colombaio in località Zirlan. Non è ancora finito, poiché le frane continuano e tutta la montagna è squarciata. Delle persone di Uschione mi hanno detto che la montagna è già franata un poco dieci anni fa. Ho comandato che si presti ubbidienza al fratello del podestà. I vostri futuri ordini saranno eseguiti da questo sventurato uomo che si sta riprendendo. Mi è stato detto che ieri, verso mezzo­giorno, a Castasegna le api o pecchioni, come li chiamano, hanno preso ad uscire dai loro alveari e sono volati in contrada Scatton, nel territorio di Piuro. Qui sono arrivate tutte le altre api ed hanno incominciato a pungersi in aria con così violenta irruenza, che la maggior parte è caduta a terra morta. Lo stesso è avvenuto in un&#8217;altra contrada chiamata Piré e così anche verso Ponteila, dovunque per le strade c&#8217;erano api. Ciò mi è stato confermato da due persone che l&#8217;hanno visto, con giuramento. Questo ho scritto ai miei Signori, descrivendo quasi tutta simile sventura. O che grande sventura e miseria! Sono perite parec­chie centinaia di persone. Preghiamo molto intensamente, afftinché Dio plachi la sua grande ira, perché non ci punisca come meritiamo, ma ci guardi con occhio pietoso e ci preservi benignamente da un&#8217;altra disgrazia. Amen.<br />
A completa disposizione degli ordini dei miei Signori.A Chiavenna il 26 agosto 1618.<br />
Obbligato servitore dei suoi onorevoli Signori e Superiori,<br />
Fortunat Sprecher</em></p>
<p class="testoNEWS">I Beccarla e il crotto dei Biaia ci sono ancora, ciò che si vede è solo terra rossa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Descrizione dell&#8217;evento del 1629 e 1691</title>
		<link>https://www.piuroitalosvizzera.net/frana/descrizione-1629-1691/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webtek]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 09:13:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Descrizione dell’evento, pubblicata nel 1629 e nel 1691, di Fortunat Sprecher. &#8220;Sabato 25 agosto dell&#8217;anno 1618 cominciò a piovere e la pioggia, scatenatasi quasi a dirotto con tuoni e lampi durò poi fino al giovedì successivo 30 agosto. Questo fu un giorno assai sereno e sembrava far sperare finalmente un tempo migliore, ma nella notte [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="testoNEWS">Descrizione dell’evento, pubblicata nel 1629 e nel 1691, di Fortunat Sprecher.</p>
<p class="testoNEWS"><em>&#8220;Sabato 25 agosto dell&#8217;anno 1618 cominciò a piovere e la pioggia, scatenatasi quasi a dirotto con tuoni e lampi durò poi fino al giovedì successivo 30 agosto. Questo fu un giorno assai sereno e sembrava far sperare finalmente un tempo migliore, ma nella notte seguente la pioggia riprese i suoi rovesci con tuoni e lampi e continuò fino all&#8217;alba del lunedì 3 settembre. il martedì fu di nuovo sereno, poi nel pomeriggio sul lato sinistro del fiume Mera, dal monte chiamato Conto, dove un tempo si cavavano recipienti di pietra ollare (laveggi) e dove ancora erano visibili le tracce delle caverne, mentre già dieci anni prima, come raccontano gli abitanti di Uschione, un paese il sopra, erano apparse alcune crepe nel monte, cominciò a muoversi parte della frana che sommerse alcune vigne presso Scilano in direzione di Chiavenna. Ma poiché anche altre volte in quello stesso punto si erano verificati frequenti scoscendimenti del terreno, in conseguenza del fatto che i prati situati più in alto sul monte si solevano irrigare e l&#8217;acqua poi non era accompagnata via con cura per mezzo di canali i Piuraschi, siccome il franamento si era prodotto a valle del borgo verso Chiavenna, non se ne davano gran pensiero. Coloro però che in quella parte stavano raccogliendo il fieno sul piano si sentirono tremare la terra sotto i piedi. A tali segni alcuni contadini di Roncaglia avvertirono quei di Piuro che lasciassero il borgo perché si preannunciava un gran disastro. La stessa preoccupazione confidò a me in Chiavenna, dove allora mi trovavo in qualità di commissario, un tale che veniva da Piuro a portare dei laveggi. Verso l&#8217;ora dell&#8217;Avemaria i cattolici si erano raccolti a pregare nella Chiesa di S.Cassiano; similmente per rivolgere preghiere a Dio si era radunata in una casa la maggior parte dei protestanti (ve n&#8217;erano quaranta solo nel borgo di Piuro e nella frazione di Scilano): la notizia me la riferirono alcuni di Roncaglia che avevano lasciato il paese a quell&#8217;ora per tornarsene a casa.<br />
Ed ecco che proprio sul fare della sera, quando gia si vedeva la luna piena e il cielo era sereno senza una nube, in un attimo (come narrò poi una donna che si trovava in quel momento sopra una vicina altura sulla destra della Mera) il monte Conto crollò con impeto e fragore immenso. Noi, a Chiavenna, udimmo un boato ed un rimbombo non dissimile dal fragore prodotto da molti grossi cannoni sparati simultaneamente. La frana travolse il paese di Scilano, formato da 78 case, e il borgo di Piuro dove esistevano 125 splendidi edifici, e vi rimasero purtroppo sepolte 930 persone. Io, a Chiavenna, udendo quel fragore volsi gli occhi in direzione di Piuro e vidi salire verso il cielo una nuvola di fumo mista a bagliori giallastri. La polvere di quella nube, sebbene Chiavenna disti più di mezz&#8217;ora di strada, si posò fin sul mio berretto. E tanta fu la violenza dell&#8217;urto che il campanile della Chiesa di S.Maria, dove i protestanti solevano tenere le loro adunanze, dalla riva sinistra della Mera fu sbalzato attraverso l&#8217;aria sull&#8217;altra sponda e pur tuttavia una delle campane, mirabile a dirsi, rimase intera, mentre nelle altre due chiese dei cattolici, S.Cassiano e S.Giovanni, delle campane si trovarono in seguito sola dei rottami. Anche un blocco di marmo, su cui era scolpito lo stemma di Gerolamo Lumaga, posto in cima all&#8217;arco del portale del suo palazzo che era situato sul lato destro della Mera, fu trascinato dalla frana sulla sponda sinistra e li fu ritrovata. Infatti poiché il monte era rovinato con straordinaria violenza e poiché la valle sottostante era stretta, l&#8217;onda della frana risalì lungo la pendice del monte di fronte e poi ribaltandosi in aria ricadde sull&#8217;altra parte della Mera. il fiume, bloccato per circa due ore, destò grande allarme a Chiavenna per il timore che anche quel borgo potesse essere sommerso dallo straripamento delle acque, ma, grazie a Dio, queste ritrovarono il loro sbocco senza danno per l&#8217;abitato. Per l&#8217;impedimento del fiume si formò un lago lungo un quarto d&#8217;ora di cammina. La lunghezza della frana era pari a mezz &#8216;ora di strada, incerta l&#8217;altezza, poco estesa la larghezza.<br />
Dal disastro nessuno uscì vivo. Infatti l&#8217;oste Francesco Forni si era recato col muratore Simone Ramada sul pendio del Roveno e perciò i due si salvarono. Scampò anche Battista Planta di Scilano, uomo muto, intento a cogliere delle pesche in un frutteto vicino, tuttavia perse le scarpe nella frana. Gian Pietro Vertemate, soprannominato Fratinolo o Giudeo, era da poco uscito dal paese con la sua famiglia diretto a S.Croce per recarsi sul monte a raccogliere il fieno, ma dimenticatosi di chiudere la porta di casa, rimandò indietro una figlia: così anche questa perì. Il giorno seguente, mercoledì, mi recai sul luogo del disastro accompagnato da una gran folla per disseppellire le vittime. Trovammo affioranti sopra le macerie due ragazze, una era la figlia del podestà di Piuro Gian Andrea Nasan, l&#8217;altra sembrava essere la figlia di Gian Antonio Gallegioni. Trovammo pure sulla riva destra del fiume Lorenzo Scandolero, che aveva cenato sulla sponda sinistra: aveva ancora un tovagliolo legato alla cintola e le dita delle mani fasciate per la gotta di cui soffriva. Giano Cristoforo, un cavallante della Val Sursette, che aveva comprato del vino a Piuro, era morto sotto un albero di fico e sporgeva dal terreno solo dai fianchi in su. Guglielmo Vertemate fu trovato circa tre mesi dopo seduto sulla sua poltrona. Fu estratta un&#8217;ancella che teneva ancora in mano il pollo che stava spennando ed aveva un pezzo di pane sotto l&#8217;ascella.<br />
Rese più grave la sciagura anche il fatto che molti Piuraschi, i quali avevano dimorato a lungo in terre lontane, erano tornati in quei giorni al loro paese come alla sepoltura, quasi ve li trascinasse il destino. I Vertemate Franchi, tutti e sette gli adulti, si trovavano a Piuro da poco: Nicolò, che aveva fatto la cura delle acque minerali nell&#8217;alta Engadina, tornò proprio quel martedì fatale verso mezzogiorno; nel medesimo giorno venne a Piuro, dal suo palazzo di Roncaglia, Gian Battista e, appena un quarto d&#8217;ora prima del disastro, proveniente da Delebio in Valtellina, vi giunse Ottavio con la moglie per morire uniti Alcuni mercanti piuraschi tornando dalla fiera di Bergamo, furono sommersi dalla frana non pure nel borgo, verso dove s&#8217;affrettavano, ma nelle sue vicinanze. Così un destino inevitabile li raccolse insieme quasi tutti. Nei paesi vicini, a Castasegna, a Villa e nelle contrade degli Scatani e dei Perari, due giorni innanzi e lo stesso giorno della sciagura le api erano volate via dai loro alveari&#8221;.</em></p>
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		<title>Ricostruzione plastigrafica</title>
		<link>https://www.piuroitalosvizzera.net/frana/ricostruzione-plastigrafica/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 09:13:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comune di Piuro con l’Associazione Italo-Svizzera per gli scavi di Piuro realizza all’inizio degli anni novanta la ricostruzione plastica dell’evento catastrofico, con la collaborazione fattiva della Società Idroelettrica Svizzera KHR e dell’ISMES e dello studio grafico Castelletti di Bergamo, con la rappresentazione plastigrafica tridimensionale della Piuro prima della Frana, dopo la Frana e la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="testoNEWS">Il Comune di Piuro con l’Associazione Italo-Svizzera per gli scavi di Piuro realizza all’inizio degli anni novanta la ricostruzione plastica dell’evento catastrofico, con la collaborazione fattiva della Società Idroelettrica Svizzera KHR e dell’ISMES e dello studio grafico Castelletti di Bergamo, con la rappresentazione plastigrafica tridimensionale della Piuro prima della Frana, dopo la Frana e la situazione attuale.<br />
Questi pannelli sono tuttora esposti nell’area scavi del 63/66 e c/o Museo di S.Abbondio (vedi sotto foto pannelli).</p>
<p class="testoNEWS">Questi i testi riportati nei pannelli:</p>
<p class="testoNEWS">Appare difficile immaginare quanto sia potuto accadere la sera del 4 settembre del 1618, quando una frana staccatasi dal versante settentrionale de &#8220;il Mottaccio&#8221; distrusse l&#8217;intero paese di Piuro, seppellendo tutti i suoi abitanti. Non appaiono chiari elementi che ci aiutino a ricostruire un fenomeno così rapido e disastroso; il fondovalle degrada infatti dolcemente verso il fiume Mera.<br />
L&#8217;evento è stato perciò ricostruito sulla base dell&#8217;analisi della ricca documentazione bibliografica e di indagini e rilievi condotti sul terreno.<br />
La settimana che precedette la frana fu caratterizzata da prolungate ed intense precipitazioni che ingrossarono sia la Mera che i torrenti delle valli laterali. Le acque dei torrenti che scendevano erano torbide e fangose. Nei giorni precedenti la frana era stata osservata l&#8217;apertura di fessure nel terreno, in località &#8220;Prato del Conte&#8221;. I contadini che lavoravano in questa zona sentirono tremare il terreno sotto i piedi con intensi rumori. Un uomo che era intento a tagliare un albero notò con grande stupore il rapido aprirsi di una profonda frattura, corse ad avvertire gli abitanti che, riluttanti ad abbandonare la propria terra, non fecero caso alla notizia.</p>
<p class="testoNEWS">Lo sera del 4 settembre del 1618 (corrispondente al 25 agosto dell&#8217;antico calendario) si verificò la frana. Nel giro di qualche minuto l&#8217;abitato di Piuro fu investito da una valanga costituita da massi, blocchi e terriccio che distrusse e seppellì il fiorente abitato.<br />
La nicchia di distacco è stata localizzata sul versante idrografico sinistro della Val Bregaglia, in corrispondenza del versante settentrionale de &#8220;il Mottaccio&#8221; (1925.2 m slm), poco ad est della località &#8220;Prato del Conte&#8221; (1436.8 m slm). I crolli successivi all&#8217;evento principale hanno determinato l&#8217;arretramento verso l&#8217;alto della nicchia, sino al raggiungimento del crinale del versante, in accumuli ancor oggi individuabili morfologicamente a partire da metà versante sino a sotto la nicchia stessa. Il volume totale franato è stato stimato nell&#8217;ordine di 6 milioni di metri cubi.<br />
La tipologia del fenomeno franoso è riconducibile ad una valanga di roccia, ovvero ad un movimento in massa di tipologia complessa, nel quale si distinguono almeno due stadi: in una prima fase si ha il distacco e/o lo scivolamento del volume di roccia;  successivamente il detrito prodotto si muove rapidamente lungo il versante, nel caso specifico su un dislivello di 1000-1200 metri, in un movimento simile a quello di un fluido. La massa in movimento ha coinvolto più o meno direttamente una fascia di versante diretta nord-sud ed estesa lateralmente 200-300 metri che presenta una pendenza media del 55-65%, ed è costituita da diversi gradini (salti) in roccia.</p>
<p class="testoNEWS">Lo spostamento d&#8217;aria provocato dalla massa in rapida discesa ha raggiunto il versante opposto, arrecando danni e distruzione anche in quell&#8217;area. L&#8217;accumulo di frana ha sbarrato le acque del fiume Mera. Il livello dell&#8217;acqua ha iniziato così a salire ed ha invaso la piana retrostante lo sbarramento, creando un lago (estensione 4-6 ettari) di aspetto simile a quello formatosi in Valtellina a seguito della frana di Val Pola del 1987. Nel giro di un paio d&#8217;ore è stata raggiunta la quota di massimo invaso ed è iniziata una lenta, naturale tracimazione delle acque.<br />
Se si osserva oggi l&#8217;accumulo di frana, presente in fondovalle, si può valutare come la sua estensione verso nord raggiunga la strada statale e la parte di &#8220;Borgonuovo&#8221; posta in destra al fiume Mera (420-430 m slm). L&#8217;estensione massima in direzione sia nord-sud che est-ovest raggiunge i 700-800 metri.<br />
La topografia di questa zona, ad esclusione della presenza di alcuni promontori costituiti da blocchi rocciosi, si presenta praticamente pianeggiante e degradante dolcemente verso il fiume con pendenze medie del 4-5%.<br />
Singolari sono l&#8217;appiattimento dell&#8217;accumulo nel fondovalle e l&#8217;assenza di una fascia di detrito di raccordo al pendio retrostante.<br />
Il giorno successivo alla frana iniziarono i soccorsi fra le rovine dove si udirono lamenti per due giorni e due notti. Una grida stabiliva che si dovesse dare sepoltura alle &#8220;creature&#8221; trovate &#8220;in Mera, lagho, et ogni altro luogo d&#8217;essa Giurisdizione&#8221;.<br />
Gli scavi per il recupero dei beni sepolti seguirono su iniziativa del governo Grigione e del comune di Piuro. Gli scavatori, sotto giuramento, si impegnavano a consegnare il ritrovato, con pena, per chi non avesse obbedito, di 10scudi &#8220;et squassi tre di corda in publico&#8221; per volta. Furono recuperate ferramenta, legnami, suppellettili, biancheria oltre ad arredi sacri: una pianeta in broccato d&#8217;oro, un bacile d&#8217;argento, una croce capitolare e cinque calici d&#8217;argento. Gli scavi proseguirono anche per iniziativa degli eredi e dei preti di Piuro che incoraggiarono la ricerca delle campane, recuperate nel 1618, 1639 e 1767.<br />
Il campanone (&#8220;la Piura&#8221;) venne ritrovato nel 1859 da una società di scavo costituita da gente delle borgate vicine. In questi anni l&#8217;organizzazione civile e religiosa di Piuro rimase distribuita fra le frazioni che attorniavano la &#8220;rovina&#8221; (S. Croce, Savogno, S. Abbondio e Prosto) mentre nel territorio devastato si succedevano attività private di scavo e bonifica di terreni con ripristino di colture.<br />
L&#8217;attività di estrazione e lavorazione della pietra ollare procedette fino alla metà dell&#8217;800; nel 1851 sorse la contrada Borgonuovo sulla sponda destra della Mera, a nord della rovina.<br />
Anche nell&#8217;ottocento e nel novecento si fecero ritrovamenti più o meno occasionali di reperti dell&#8217;antica Piuro: ossa umane, utensili, suppellettili e monete. Nel 1963 e nel 1966 campagne di scavo vennero condotte su iniziativa dell&#8217;Associazione italo-svizzera per gli scavi di Piuro ed il materiale recuperato fu esposto a partire dal 1972 nel Museo di Piuro. Un ulteriore arricchimento di reperti si ebbe nella breve campagna di stavo eseguita nel 1988 dall&#8217;Amministrazione comunale e in occasione di scavi edilizi.<br />
A tutt&#8217;oggi dell&#8217;antica Piuro è visibile una piccola parte emersa con gli scavi del &#8217;63: un tratto di strada ed i restidi un&#8217;officina di tornitura testimoniano il borgo sepolto dalla montagna.<br />
Fra le attuali frazioni, S. Croce conserva un antico impianto urbanistico con due chiese del XII secolo, il palazzo del pretorio o &#8220;Ca de la giustizia&#8221;, costruito dopo la frana ed un grande torchio da vino settecentesco; S. Abbondio, significativo nucleo di architettura rurale, è poco discosto dal campanile isolato nella Valle Drana privato della chiesa nel 1755 in seguito ad un&#8217;alluvione (ospita, presso la chiesa costruita successivamente, il Museo degli scavi); Prosto, sede comunale, conserva antichi edifici ed il sontuoso palazzo Vertemate, oggi Museo, ricco di affreschi ed arredi cinquecenteschi, dove è custodito il dipinto che raffigura Piuro prima della rovina.<br />
Da Prosto, oltre il ponte sulla Mera, dalla chiesa di S.Maria si dipartono i sentieri che salgono alla montagna dove si trovano sparse le antiche cave di pietra ollare ,il cui commercio, insieme a quello della seta, contribuì alla ricchezza della Piuro scomparsa.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1574 size-full" src="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2025/06/piuro-didattica-2a.jpg" alt="frana di piuro del 1618 - ricostruzione grafica" width="500" height="841" srcset="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2025/06/piuro-didattica-2a.jpg 500w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2025/06/piuro-didattica-2a-178x300.jpg 178w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1579 size-full" src="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2025/06/piuro-didattica-3a.jpg" alt="frana di piuro del 1618 - ricostruzione grafica" width="500" height="554" srcset="https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2025/06/piuro-didattica-3a.jpg 500w, https://www.piuroitalosvizzera.net/wp-content/uploads/2025/06/piuro-didattica-3a-271x300.jpg 271w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
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