LA SALA DELL'ANELLO
A Palazzo Vertemate a Piuro
L'ANELLO DELL'ANTICA PIURO
Nella “Sala dell’anello”, appena entrati sulla sinistra, si trova la teca dove è conservato l’oggetto che ha dato il nome allo spazio stesso: si tratta dell’anello rinvenuto nel 2024, un gioiello molto prezioso datato con probabilità alla fine del XVI secolo; composto da un rubino centrale, nel sofisticato sistema decorativo consta pure di smalti colorati (verde e blu) ed elementi classicheggianti a forma di foglia che arricchiscono l’anello in oro. Gioielli simili a questo sono rappresentati pure in alcuni ritratti di nobili (uomini) che si trovano nella galleria del secondo piano dello stesso Palazzo Vertemate, a conferma della datazione e della moda del tempo.
OGGETTI RITROVATI NEL 1988
Nella stessa teca, nel ripiano superiore, sono conservate le copertine in cuoio decorato di volumi invece andati perduti; nei due ripiani sottostanti alcune delle monete e la tazza in argento finemente cesellata all’interno della quale erano state stoccate dall’antico possessore; infine, inferiormente, alcuni oggetti ritrovati fortuitamente dagli abitanti di Piuro e donati all’Associazione: alcune fibbie metalliche, una croce in oro, un medaglione con incise una stella e delle sigle non ancora studiate. La maggior parte di questi oggetti proviene dagli scavi del 1988.
ULTIME SCOPERTE
Seguono poi tre teche più piccole che conservano:
- il libro “La frana di Piuro del 1618”;
- il sigillo in ferro di fattura lombarda cinquecentesca donato nel 2017 all’Associazione dalla famiglia Gambin di Lugano. L’oggetto è costituito da un piccolo cono di 10.5 cm alla cui estremità maggiore è inciso un sigillo ovale di tipo araldico, recante al centro un’aquila spiegata e coronata, circondata da tre filetti con attorno la legenda + COMVNITAS * PLVRII; nell’estremità minore del fondo ferreo è invece incisa la matrice di un controsigillo, più semplice e più stilizzato del precedente, ma con la medesima figura. Ancora oggi l’immagine incisa su questo sigillo è utilizzata come simbolo del Comune di Piuro;
- un frammento di decorazione in pietra arenaria, conservato nell’ultima teca, proveniente dai più recenti scavi archeologici condotti a Belfort. Si tratta probabilmente di una mensola di camino o di stipite con al di sopra – forse – due grifoni, al centro dei quali poteva essere uno scudo o un simbolo araldico.
LE MONETE DI PIURO
Sul fondo della sala e a destra sono poste due teche che contengono le monete meglio conservate e più particolari (per provenienza e fattura) ritrovate negli scavi del 1988. Le monete ritrovate erano in totale 131, di cui otto d’oro dal XV al XVII secolo, varie d’argento del XIII secolo e oltre, e altre in lega degli inizi del Seicento, coniate nel vescovado di Coira e nella vicina signoria di Haldenstein.
AL CENTRO DELLA SALA
Nel tavolo al centro della sala sono conservati reperti riferibili a un arredo domestico (un fregio ligneo), ma anche un paio di scarpe in cuoio e un corsaletto di armatura infantile decorato.
Molto interessante, infine, la mappa riprodotta su un “tappeto” che copre il pavimento della sala espositiva, che rappresenta le aree interessate dall’emigrazione delle famiglie piurasche in epoca moderna.










