
Il lavoro è composto da tre diverse parti che si abbracciano una con l’altra, si amalgamano andando a fondersi in un unico insieme.
Centralmente troviamo tre grandi tele scure, indiscusse protagoniste dell’opera: vi sono raffigurati coloro che, in quella tragica data, hanno delle persone care e che quindi si sostengono reciprocamente. Vi si trovano uomini, donne e bambini, tutti raffigurati in un momento di contemplazione, di introspezione spirituale. La parte muraria sottostante, che si contrappone alle tele per il suo chiarore, evoca maggiormente la memoria dei caduti con la presenza di mani espressive, lineamenti e volti. Queste effigi risalgono le mura e avvolgono su tre lati coloro che contemplano l’opera.
Il colore chiaro continua nel catino absidale, che ospita una composizione di rose nell’intradosso. Questi fiori sono un dono rievocativo dedicato ai mille morti della frana e rappresentano il mistero della vita, del divenire.