PIURO E LA FRANA

La storia di un borgo sommerso

LA STORIA DI PIURO

Il comune di Piuro si trova nella parte italiana della Val Bregaglia, la quale ha origine a Chiavenna e termina con il Passo del Maloja. Il nome della valle, secondo alcuni storici, deriva dall’appellativo che contraddistinse gli abitanti del luogo sin dall’epoca romana: Bergalei

Un tragico evento franoso, che ha avuto luogo alla fine dell’estate del 1618, ha modificato irrimediabilmente il corso della storia del borgo.

Dall’antichità all’età romana
VIII secolo: i primi insediamenti
Alto Medioevo: dall’economia di sussistenza alle prime testimonianze di commerci
Alto Medioevo: la pietra ollàre
Il Basso Medioevo
Dal Ducato di Milano ai Grigioni
1618, la frana
Epoca Napoleonica
Congresso di Vienna e Regno d’Italia
Diversi ritrovamenti archeologici, come frammenti di ceramiche, anfore e monete, testimoniano la presenza dell’uomo a Piuro già a partire dall’età del Ferro. Piuro era una via di comunicazione fondamentale che l’uomo, sin dall’antichità, doveva aver percorso per raggiungere il Nord dall’area lariana.
Il primo insediamento umano di cui si ha traccia si colloca nei primi secoli del Medioevo, intorno al sec. VIII, nell’area di Mòt del Castél, dove sono state ritrovate una decina di sepolture.
I primi piuraschi dovevano essere contadini e pastori e già a questa altezza cronologica si registra la presenza del castagno. Le loro abitazioni erano molto semplici: si trattava di strutture in legno, talvolta delimitate da una palizzata.
Il piccolo nucleo di abitazioni insediatosi nell’VIII secolo si stabilì rapidamente: furono costruiti edifici più resistenti, introducendo l’utilizzo della muratura; i semplici sentieri furono sostituiti da viottoli selciati e il sistema economico si fece più complesso.
In particolare, si registrano tracce di sistemi per la gestione delle acque, che testimoniano un primo approccio alla produzione di pietra ollàre.
pietra ollare di Piuro
Tra la Val Bregaglia e la Valchiavenna si trovano numerose cave di pietra ollàre, un materiale lapideo morbido che permette una più facile lavorazione.
Sin dall’età romana è documentato l’utilizzo di questo materiale, ma è solo nei secoli dell’Alto Medioevo che i manufatti in pietra ollàre realizzati anche a Piuro riscuotono un successo tale da stimolare notevolmente i commerci.
Manufatti chiaramente provenienti dall’area produttiva di Piuro sono stati ritrovati in siti archeologici coevi della Pianura Padana e, addirittura, in area adriatica.
Nel corso dei secoli più tardi del Medioevo il borgo di Piuro, grazie anche alla sua posizione strategica e alla vicinanza con Chiavenna, si inserì nelle fiorenti vie commerciali esportando soprattutto manufatti in pietra ollàre.
Il ricavo economico permise agli abitanti del borgo di spostarsi in Europa e, infatti, i nomi delle più antiche famiglie piurasche si ritrovano in diversi documenti medievali conservati presso numerose città europee.
Il borgo di Piuro, che si trovava nell’area dell’attuale frazione di Borgonuovo, al termine del Medioevo non aveva più l’aspetto di un semplice villaggio fortificato. Le strutture in muratura da secoli avevano lasciato spazio a fortezze e palazzi signorili, dei quali oggi rimane ben poco.
moneta ritrovata a Piuro negli scavi archeologici
Nel 1335 Piuro e la Valchiavenna passarono ai Visconti, duchi di Milano. Fecero parte del Ducato fino alla sua caduta, alla fine del Quattrocento, quando fu preso dal Re di Francia.
Nel 1512, quando l’esercito svizzero allontanò i francesi da alcune zone lombarde, Piuro e la Valchiavenna passarono all’autorità elvetica, la quale dal 1524 si costituì in uno stato indipendente: le Tre Leghe.
La sera del 4 settembre 1618 un’enorme frana si staccò dalle cime montane vicino al Monte Conto e sommerse quasi completamente il borgo di Piuro. Quasi tutti gli abitanti che si trovavano a Piuro, circa un migliaio, persero la vita.
Sopravvissero poche persone e altrettanti edifici, tra cui il Palazzo Vertemate Franchi, e l’eco della tragedia fu tale da raggiungere rapidamente le più importanti città europee attraverso epistole e documenti di informazione.
Nel corso dei secoli XVII e XVIII il territorio di Piuro fu controllato dal potere francese e spagnolo, senza tuttavia distaccarsi definitivamente dai Grigioni.
Nel 1797 fu inglobato nella Repubblica Cisalpina voluta da Napoleone.
Regno Lombardo-veneto dopo il congresso di Vienna
In seguito alla sconfitta di Napoleone, il Congresso di Vienna tenutosi tra 1814 e 1815 assegnò il territorio di Piuro e della Valchiavenna al Regno Lombardo-veneto, il quale, mezzo secolo più tardi, confluì nel Regno d’Italia.

LA FRANA DEL 1618

Veritiera e spaventosa cronaca dell’improvvisa distruzione di Piuro, borgo ben noto della Val Bregaglia, nelle Comuni Tre Leghe.
Una improvvisa frana, precipitata dal fianco della montagna, in un batter d’occhio ha sorpreso l’intero borgo, lo ha annientato, sommerso, sconvolto, distrutto.
(cronaca del 1618)

PRIMA DELLA FRANA

Il borgo di Piuro sorgeva a sud dell’attuale frazione Borgonuovo. Provenendo da Chiavenna si incontrava all’inizio del paese, a sinistra della strada, la chiesa collegiata di San Cassiano. Dietro a questa era il palazzo di residenza della famiglia Vertemate Franchi, la più potente di Piuro. Il palazzo era caratterizzato da colonnati, cortili, giardini, un acquario, statue e fontane con giochi d’acqua.

Il ponte maggiore, di fronte al palazzo, portava al Pretorio e, più oltre, alla chiesa di Santa Maria. Poco dopo il ponte, a sinistra, una strada saliva verso la collina di Scilano, sulla quale si ergevano la chiesa di San Giovanni Battista e il castello. Altri palazzi appartenevano ai Beccaria e ai Brocchi, altre famiglie importanti e dedite al commercio. Palazzi più piccoli erano quelli delle famiglie Scandolera, Lumaga, Camogli, Rota, Giulini, e ancora Losio, Mora, Buttintrocchi, Serta ecc.

Nel borgo vi erano anche alcune osterie, un albergo, due macelli e, poco fuori dal centro, i crotti, luoghi caratteristici della Valchiavenna e dove venivano conservati il vino e gli altri prodotti alimentari.

frana di piuro del 1618 - ricostruzione grafica

4 SETTEMBRE 1618

La sera del 4 settembre del 1618 (corrispondente al 25 agosto dell’antico calendario) ebbe luogo la frana che distrusse e seppellì completamente il fiorente borgo di Piuro.

Lo smottamento si staccò dal monte Conto, a sud dell’abitato, ed era costituito da circa tre milioni di metri cubi di materiale vario: massi, blocchi e terriccio. Durante il disastro morirono tutti gli abitanti, che erano circa un migliaio, eccetto pochi sopravvissuti: l’oste Francesco Forno, il muratore Simone Ramada, Battista Planta, Giovan Pietro Vertemate Franchi, una donna e due bambini e il fratello del signor Podestà, che al momento della frana si trovavano poco fuori dal borgo.

L’evento catastrofico suscitò profonda eco in tutta Europa, sia per l’alto numero di vittime, sia perché erano numerosi i piuraschi che erano emigrati in vari stati europei alla ricerca di fortuna e avevano spesso guadagnato posizioni di prestigio. A testimonianza di ciò è l’ottantina di relazioni sulla tragedia pubblicate in tutta Europa nel corso del Seicento.

PER APPROFONDIRE

ARCHEOALPS a ICOMOS International Day for Monuments and Sites 2026 “Living Heritage & Emergency Response”

Il progetto ArcheoAlps partecipa a ICOMOS International Day for Monuments and Sites 2026 “Living Heritage...
antica piuro in valchiavenna

Rapporto del 26 agosto 1618 (5 settembre)

La primissima testimonianza di cosa accadde è rappresentata dal rapporto manoscritto di Fortunat Sprecher all’epoca...
antica piuro in valchiavenna

Descrizione dell’evento del 1629 e 1691

Descrizione dell’evento, pubblicata nel 1629 e nel 1691, di Fortunat Sprecher. “Sabato 25 agosto dell’anno...